Agliano nasce con il nome di Alljanus o Aglanus come luogo abitato da eremiti nel 993, uomini che già conoscevano le proprietà terapeutiche delle fonti d’acqua di San Rocco e della Fons Salutis essendo stati i primi a godere delle proprietà curative. La temperatura dell’acqua è costante e si mantiene sempre sui 13,8° è salso-magnesica, ovvero se bevuta aiuta a risolvere le malattie infiammatorie dell’apparato digerente del fegato e delle vie biliari. Se respirata invece aiuta i bronchi e le vie respiratorie.

Conosciuta oggi come Agliano Terme grazie a queste sorgenti termali a cui attingono ancora molte persone. Non a caso compaiono nello stemma alcune onde d’acqua che identificano la presenza di un’acqua speciale, la proprietà più preziosa del paese.

Importante luogo sacro è il santuario dell’Annunciazione. Si trova nella frazione Molizzo su una collina circondata da cipressi secolari di comunità eremitiche. I cipressi sono alberi sacri e simbolici identificano il silenzio e indicano il luogo di passaggio nell’aldilà. Circondare una collina poi crea un mondo a parte, un luogo altamente spirituale in cui gli eremiti erano inevitabilmente attirati verso il rifugio..

Le proprietà miracolose dell’acqua furono motivo di interesse a partire dal 1770 quando venne ritrovata la fonte dallo strano odore di zolfo (per questo motivo normalmente chiamata “acqua marcia”) ritenuta secondo i ricordi delle tradizioni locali, miracolosa, un’acqua che abitualmente veniva usata per curare le malattie.
Ma fu solo ai primi anni del ‘900 che il proprietario del campo dove la fonte zampillava, decise con la collaborazione di alcuni medici di effettuare un’analisi chimico – batteriologica per capire quale fossero le sue componenti. Il proprietario del terreno fece costruire un albergo per accogliere coloro che volevano beneficiare dell’acqua. Curarsi nelle terme divenne all’ordine del giorni, prescritto perfino dai medici e la febbre dell’acqua marcia salì molto velocemente al punto da coniare un termine per indicare l’azione di curarsi con l’acqua, ovvero qui si veniva a “passare le acque”.

La fama si diffuse al punto che quest’acqua veniva prelevata e venduta nelle farmacie di Torino e a Genova in cui un medico la usava per le inalazioni aerosol dei suoi pazienti.
Fu persino insignita di due medaglie d’oro, una all’esposizione campionaria di Parigi e l’altra all’esposizione del lavoro a Roma.

Venivano svolte le cure “idropiniche” quella antinfiammatoria per l’intestino, il fegato, i reni. Per i casi di stipsi veniva associata la cura dell’uva, chiamata “ampelo-terapia”.

Iniziò così il periodo d’oro per Agliano in cui sorsero alberghi, agriturismi, appartamenti trasformandosi in un centro di accentramento per la cura e la guarigione. Venne perfino costruito un teatro per l’intrattenimento serale e un servizio di navetta a carrozza (e in seguito ad auto) per il trasporto delle.persone alle terme. Purtroppo verso gli anni sessanta forse con il potenziamento della medicina ufficiale, sempre meno persone si recavano alle terme e molti alberghi furono costretti a chiudere. Il centro andò progressivamente verso l’abbandono, ad oggi sopravvive solo il Fons Salutis al cui interno gode di una bellissima fontana termale. Riesce a mantenere la stabilità grazie ad un rilancio nel 1979 dell’acqua tramite un idrologo e un primario di otorinolaringoiatria (ORL) che confermarono la proprietà delle cure inalatorie grazie anche a risultati documentati sulla veridicità delle terapie. Queste nuove testimonianze autentiche attirarono nel tempo nuove persone richiedendo così l’ampliamento del centro termale. Nel 1991 il paese cambiò nome e aspetto diventando “Agliano Terme” e nel 1997 venne iniziata la costruzione del nuovo centro termale inaugurato nel 1999 con veri e propri reparti per la cura di patologie legate alla respirazione, lavaggi nasali e cura dell’orecchio con una parte riservata anche ai bambini.

Info terme: http://termediagliano.it/

Bibliografia
• Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità del Piemonte, Newton Compton Editori, Roma 2010

Fotografia città
Di Faberh – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1997502